Abolizione del finanziamento pubblico a Radio Radicale: roba inutile

Circa dieci milioni di euro ogni tre anni per il narcisismo della vecchia politica partitocratica.

Per la prima volta, oggi, ho votato sul portale del Movimento 5 Stelle. Che soddisfazione, la partecipazione è davvero importante. Tralasciando la mia preferenza relativa alle consultazioni M5S con Renzi si o no, la prima cosa che mi è venuta in mente dopo aver fatto click, è la vecchia, decrepita e inutile Radio Radicale. Negli ultimi 40 anni, dalla sua nascita, Radio Radicale è riconosciuta dal Governo italiano come impresa radiofonica che svolge attività di informazione di interesse generale e usufruisce del finanziamento di 10 milioni di euro ogni tre anni attraverso una convenzione stabilita con lo Stato Italiano. Già nel 2009 la stessa convenzione traballava, alcune forze politiche tra cui Lega nord e PDL si accorsero della sua inutilità, l’esistenza di RAI GR parlamento rendeva inutile il suicidio assistito di Radio Radicale e proposero l’eutanasia della Radio di Pannella in favore degli ascolti più alti ottenuti dalla RAI.

I Radicali che di eutanasia e di suicidio assistito un pò ne sanno, riuscirono in qualche modo a salvare la radio e a racimolare i soldi per tenerla in vita. Oggi mi chiedo a cosa serva, con un sito per niente visitato tranne qualche raro caso di politico narcisista. Infatti secondo la classifica Alexa.com azienda statunitense sussidiaria di Amazon.com che si occupa di statistiche sul traffico di Internet, www.radioradicale.it  si posiziona per visite negli ultimi tre mesi al posto numero 4.894, il che è davvero ridicolo per una linea editoriale che riceve 9 milioni di euro ogni tre anni.

 

 

E’ senza ombra di dubbio uno spreco di risorse, un fottere i contribuenti italiani perpetuo. Dal punto di vista tecnologico inoltre è rimasta legata agli anni ’90. Non offre infatti alcuna interattività agli utenti, la partecipazione è quasi del tutto negata ai cittadini. Serve in pratica solo ai politici di vecchia data per alimentare il proprio narcisismo durante il tragitto in auto di ritorno a casa. L’ipocrisia infine sta nell’affermare negli ambienti radicali di non essere legati alla partitocrazia. Parlano del Caso italia come se loro non avessero nulla a che a a fare con la politica degli sfaceli all’italiana. Giù le mani dai soldi dei contribuenti, basta col finanziamento pubblico a Radio Radicale!  A tutti voi che ancora li seguite consiglio di iscrivervi al Movimento 5 Stelle e di partecipare, siate attivi, l’ascolto passivo fa male.

Abolizione del finanziamento pubblico a Radio Radicale: roba inutile.

Una risposta a “Abolizione del finanziamento pubblico a Radio Radicale: roba inutile”

  1. sarebbe una cosa più che giusta!!!… e poi, vuoi mettere la goduriosa possibilità di assistere all’ennesimo finto-sciopero della fame di quel patetico omuncolo di nome giacinto???

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