Confindustria attacca: manovra poco incisiva e rischio tenuta sociale

Respinti o ritirati tutti gli emendamenti in Commissione Bilancio. Confindustria attacca il governo Letta: manovra poco incisiva!

“Si tratta di una recessione profonda, la seconda in 6 anni, è finita. I suoi effetti no”, avverte il centro studi di Confindustria. Parlare di ripresa è “per molti versi improprio”, suona “derisorio”. Il “Paese ha subito un grave arretramento ed è diventato più fragile, anche sul fronte sociale”. Danni “commisurabili solo con quelli di una guerra”. Una situazione che “mette a rischio la tenuta sociale”.

La supervisione di Fassina ha seppellito qualsiasi buona intenzione e ogni buon emendamento. Nonostante la pressione delle organizzazioni non profit e quello di numerosi parlamentari attenti al sociale, nella legge di stabilità sono stati respinti o ritirati tutti gli emendamenti che l’avrebbero migliorata su tanti temi cari al sociale: dal 5 per mille ai vari fondi sociali, dal servizio civile, all’aumento dei fondi per la social card, dalla più onerosa imposta di registro per le onlus alle norme sulla non commerciabilità ai fini Imu.

Bobba invece allarga le braccia: “Grosse novità non ce ne sono”, ammette, “il 5 per mille resta bloccato da un tetto a 400 milioni e i fondi sociali più importanti non sono stati toccati“. Niente da fare dunque per le dotazioni per la non autosufficienza fermo a 350 milioni , al fondo per l’estensione della social card a livello nazionale, niente aumento di fondi per il servizio civile, niente aumento neppure per il Fondo Famiglia, nonostante l’appello di Renzi domenica.

I danni economici si contano così: “I disoccupati sono passati a 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati a 4,8 milioni”. In sei anni di crisi “le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media l’anno”. Dall’inizio della crisi (fine 2007) si sono persi 1 milione e 810 mila unità di lavoro equivalenti a tempo pieno. L’occupazione è rimasta ferma nella seconda metà del 2013, però ripartirà dal 2014: si arresta così “l’emorragia occupazionale” e l’anno prossimo il Csc prevede un +0,1%, per il 2015 un +0,5%. Una situazione che porta viale dell’Astronomia a citare Nelson Madela: “Vincere la povertà non è un gesto di carità”.

Confindustria attacca non solo per quanto riguarda la mancanza di opreazioni utili a favorire l’occupazione ma anche per quanto riguarda il sociale: niente novità sui fondi sociali, niente misure antipovertà, niente aumento fondi social card, servizio civile, imposta di registro e nuova tobin tax. Solo briciole.

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